ALLA SCOPERTA DELLE TECNICHE TRADIZIONALI THAILANDESI DI LOTTA CORPO A CORPO

Di Marco De Cesaris

 

 

La recente proliferazione di forme di competizione definite di combattimento libero o NHB, ha dato origine ad uno sviluppo impressionante del cosiddetto Cross Training, una modalità di allenamento “incrociato”che permette ad esperti di un settore, ad esempio di lotta, di approfondire tecniche di percussione allenandosi con altri atleti specializzati in un diverso settore, e vice versa,  con l’obiettivo di diventare il più possibile efficienti in entrambe le aree del combattimento.

La Muay Thai, nella sua forma sportiva ed in quella marziale, la Muay Boran, ha da sempre dato massima enfasi alla combinazione di lotta e colpi, precorrendo in un certo senso l’esplosione del Cross Training, al punto che, per i veri Maestri Thai, la vera arte nell’arte è il CHAP KO o combattimento corpo a corpo in stile tailandese, che deve assolutamente far parte del bagaglio tecnico di ogni atleta che si voglia definire un vero thai boxer o di chi vuole avere a disposizione un metodo efficace per contrastare i vari tipi di attacchi a mani nude, in quanto è alla corta distanza che lo scontro diventa più violento ed impetuoso ed è proprio in questa fase dell’allenameto che emerge il vero esperto.

Il grande numero di tecniche che costituiscono il patrimonio del Chap Ko è normalmente conosciuto ed applicato in combattimento solo parzialmente dagli appartenenti ai vari campi di allenamento operanti in thailandia,che il più delle volte si specializzano in uno dei 4 settori del sistema.

 

 

LOTTA E GINOCCHIATE

 

Il settore più noto della lotta thai, detto CHAP KO TI KAO, in cui si sviluppa come fare prese sui bersagli primari (la testa e la vita) e su quelli secondari (braccia e gambe), con angoli e agganci diversi, con l’obbiettivo finale di piazzare violente ginocchiate in tutto il corpo. Tale fase di combattimento di Boxe Tailandese sul ring e tra le meno apprezzate dal pubblico occidentale, mentre in Thailandia le azione eseguite durante il corpo a corpo sono tra le più gradite dagli spettatori e dagli ufficiali di gara.

Se è apparentemente semplice portare una ginocchiata durante uno scambio di colpi alla corta distanza, non è altrettanto agevole contrastare un esperto nell’arte del Chap Ko Ti Kao che ci incalza con una serie infinita di prese e ginocchiate, scagliandoci colpi da tutte le direzioni con potenza devastante.

 

 

LOTTA E PROIEZIONI

 

Queste ultime sono dette WIANG. Contrariamente a quanto si crede la Muay Thai ed il Chap Ko in particolare, basano gran parte della propria efficacia sulle numerose tecniche di proiezione codificate dai maestri siamesi. Su un totale di oltre 60 tecniche di proiezione, circa 20 quelle applicabili in fase di lotta corpo a corpo e le altre effettuate u attacchi di pugno o di calcio. La peculiarità di queste tecniche sta nel cercare di far cadere l’avversario rovinosamente a terra, riuscendo il più delle volte a procurargli danni notevoli. L’utilità delle tecniche Wiang se è grande degli incontri sportivi (spezza il fiato e lo spirito combattivo all’avversario), diventa enorme nella autodifesa, perche una caduta di testa sull’asfalto può essere sufficiente a chiudere una situazione pericolosa.

 

 

LOTTA E GOMITATE

 

È il così detto Chap KO Ti Sok. Tale tecnica  (nota più con il nome in inglese di trapping) ha da sempre fatto parte del bagaglio tecnico di ogni buon thai boxer, che deve obbligatoriamente padroneggiarla per poter avere successo negli incontri di Muay Thai. Controllare le braccia o la testa dell’avversario e colpire duro con una delle 14 tecniche base di gomito studiate nella Muay Thai, è una strategia vincende sia sul ring che nella difesa personale, dove una serie di colpi di gomito è in grado di riequilibrare immediatamente uno scontro partito in maniera a noi sfavorevole senza sprechi eccessivi di energia grazie alla potenza sviluppata da questi attacchi anche quando sono lanciati da brevissima distanza.

 

 

LOTTA CON LUSSAZIONI

 

Qust’ultimo settore è ormai il meno praticato a causa dalla scarsa applicabilità nel corso degli incontri sportivi per le limitazioni imposte dal regolamento agonistico ed è patrimonio pressoché esclusivo della Muay Boran. E’ infatti risaputo che la Muay Thai è una disciplina di combattimento nota in tutto il mondo soprattutto per le sue tecniche di percussione. Ciò nondimeno, nel patrimonio tradizionale della Muay Boran esistono molte azioni non propriamente basate su colpi che, se un tempo facevano parte, come è avvenuto per molte arti marziali asiatiche, del corpus tecnico della disciplina, col passare del tempo vennero abbandonate all’oblio visto la loro scarsa utilità in un contesto di tipo sportivo, governato da regole che tendono fondamentalmente a preservare l’incolumità degli atleti.

Un esempio emblematico di azioni di combattimento ormai desuete sul ring, ma interessanti per gli esperti di difesa personale, è proprio rappresentato dalle tecniche di lussazione che fanno parte della lotta in piedi stile thai: il principio che deve essere utilizzato nella loro applicazione è sempre quello di azioni esplosive che mirano alla distruzione dell’articolazione presa di mira con un solo movimento, in caso di fallimento del tentativo di rottura si dovrà continuare l’attacco con percussioni fino al fuori combattimento dell’avversario.